The Weight of the Human Being

finaletv

 
The Weight of the Human Being,is an installation completed in 2007 for the group exhibition Doppio Gioco. This site-specific installation was made up of two blow-ups on two of the windows of the Loggia, two television screens and various golden coloured stones arranged on the floor. The photomacrographs depict a young girl, both in profile and frontally, holding some golden stones – the only coloured element that exalts the black/white of the picture. With her eyes open and shedding a tear, or with her eyes closed and her head tilted backwards, the young woman seems to be trying to take her eyes off the stones she is holding with both hands or has on her shoulders. In actual fact, this environmental installation focuses on the delicate problem of natural resources and, in particular that of World Overshoot or World Debt, what we call the Ecological Debt. Closely related to this problem, the so-called Earth Overshoot Day is the day on which, each year, mankind exhausts the natural resources the planet has provided him with and begins using the reserves. This is known thanks to the calculation of the Ecological Footprint, that is “[...] humanity’s demand on the biosphere in terms of the area of biologically productive land and sea required to provide the resources we use and to absorb ourwaste”. The quantity required by current lifestyles is greater than in the past, when only half the resources provided by the earth were used (1961). Since our needs are growing year by year, in 1986 we used all resources available: “Globally, we now demand the biological capacity of 1.4 planets, according to Global Footprint Network data. But of course, we only have one. The first Earth Overshoot Day was celebrated on 31 December 1986. Ten years later, owing to increased annual consumption […] it fell in November”. Ever since then, each year the day on which we finish these renewable resources falls earlier and earlier: in 1995 it was on 21 November, in 2005 on 2 October and in 2007 – the year the instal-ation was created – on 23 September, in 2010 on 21 August, and in 2011 it was already on 28 April5. The title of the work makes is message clear: The weight or burden of mankind is, obviously, the impact each individual has on the world ecosystem, using a greater amount of resources than the planet is able to provide. The dramatic contrast between man and nature is made even more explicit by the images shown on the two screens: on one we can see stockbrokers who are rushing forward in a frenzy like robots, accompanied by music that is deliberately dissonant; the second shows almost abstract sequences in which the rays of an unusually fiery sun are alternating against constantlychanging atmospheric horizons with vaporous
clouds that make room for leaden cumulus.

 

Il peso dell’umanità, opera realizzata nel 2007 in occasione della mostra collettiva Doppio gioco. L’installazione site specific è composta da due gigantografie applicate a due vetrate della Loggia, da due monitor televisivi e da diverse pietre dorate disposte sul pavimento. Le macrofotografie raffigurano una fanciulla, ritratta di profilo e frontalmente, che regge alcune pietre d’oro, unico elemento colorato che esalta il bianco/nero dell’immagine. Con gli occhi aperti, da cui scende una lacrima, o con gli occhi chiusi e il capo leggermente reclinato, la giovane sembra voler distogliere lo sguardo dalle pietre che regge con entrambe le mani o sulle spalle. L’installazione ambientale affronta, infatti, il delicato problema delle risorse naturali e, in particolare, quello del World Overshoot o World Debt, da noi conosciuto come Debito Ecologico. Strettamente connesso a tale problematica, il cosiddetto Earth Overshoot Day è il giorno in cui, ogni anno, l’umanità esaurisce le risorse naturali messe a disposizione dal pianeta ed inizia ad attingere alle riserve: lo si conosce attraverso il calcolo dell’Impronta Ecologica, ovvero di “[…] quanto l’umanità richiede alla biosfera in termini di terra e acqua biologicamente produttive necessarie per fornire le risorse che usiamo e per assorbire i rifiuti che produciamo”. La quantità richiesta dai trend di vita attuali è sempre maggiore rispetto al passato, quando si usavano (1961) metà delle risorse messe a disposizione dalla terra. Aumentando di anno in anno i nostri bisogni, siamo arrivati ad usare nel 1986 tutte le risorse disponibili: “secondo il Global Footprint Network stiamo impiegando a livello globale la capacità biologica di 1,4 pianeti, ma, ovviamente, ne abbiamo solo uno a disposizione. Il primo Earth Overshoot Day è stato celebrato il 31 dicembre 1986. Dieci anni più tardi, a causa di un consumo annuale maggiore […] cadeva in novembre”. Da allora, ogni anno, il giorno in cui terminano le risorse rinnovabili è sempre più anticipato: nel 1995 il 21 novembre, nel 2005 il 2 ottobre, e nel 2007 - anno di realizzazione dell’installazione - il 23 settembre, nel 2010 il 21 agosto e nel 2011 è già arrivato al 28 aprile5. Il titolo dell’opera rende esplicito il suo messaggio: il peso dell’umanità è, evidentemente, l’incidenza di ogni singolo individuo sull’ecosistema mondiale, il quale sfrutta una quantità di risorse superiore a quella che il pianeta è in grado di mettere a sua disposizione.Il drammatico contrasto tra l’uomo e la natura è reso ulteriormente esplicito dalle immagini trasmesse dai due monitor: in uno si vedono agenti di borsa che meccanicamente si ammassano l’uno contro l’altro, accompagnati da una musica volutamente dissonante; il secondo trasmette sequenze quasi astratte, dove i raggi irradiati da un insolito sole infuocato si alternano ad orizzonti in costante mutamento atmosferico, con nuvole vaporose che lasciano spazio a plumbei cumuli.

 

{gallery}pesoumanita{/gallery}