Filters

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About Project:

The Filters performance is inspired by the theme of travel, of movement and of migration from one place to another, and by the subsequent increase in the filters used for checking people and containing the spread of diseases, with special regard to the problem of pandemics. Which is the new border of the future? There won’t be more geographical, political or religious borders, the future border will be the same individual, everybody will be the border of themselves. The danger of pandemics projects each of us into total isolation where everyone could be a potential danger for society. In the near future our security or insecurity will no longer be determined by cultural or religious differences. Each of us could be  a potential social danger simply by having a slight temperature. Every day, in airports and at the borders of the countries which are most at risk (Taipei, Hong Kong, China etc) we take part in checks which are ever more sophisticated and complex, such as measuring body temperature with X-rays, antiseptic mats to disinfect shoe soles, the use of masks and goggles, disinfectant sprays for cars, etc.  Inspired by the feeling of precariousness and solitude which is induced by the new filters to protect us from pandemics, the Filters performances have “filtered” the visitors before they can take part in the sound and video show. Before they can enter the space where the sound show was held, visitors had to walk along a pathway, which could be inside or outside, and along which they will be “filtered”. They have been invited to put on masks and then paper overalls. Their body temperature have been measured and their fingerprints have been taken.
After being subjected to all these filters the visitors will finally be able to participate in the sound/video show created by the performer Wen Chin Fu, who was playing an instrument of her own invention, and the video projection of Maria Rebecca Ballestra. The visitors can finally assist to a kind of contemporary vision of the Future, where Wen Chin represent a sort of priestess (which refers the ancient Greek rites of the interpretation of the symbol of the Nature, and the secret music as the revelation of the divine thought), revealing to the audience a catastrophic vision of the future of the Human being due to climate change.

La performance Filters è ispirata al tema del viaggio, del movimento, della migrazione e del conseguente incremento dell’uso di filtri per controllare le persone e contenere la trasmissione delle malattie, e affrontare, in tal modo, il problema delle pandemie. In un futuro prossimo non ci saranno più confini geografici, politici o religiosi ma saranno gli stessi individui, costretti ad un totale isolamento, a rappresentare limiti a sé stessi. Il nostro grado di sicurezza non sarà più determinato da differenze culturali o  religiose. Ognuno di noi potrà essere un potenziale pericolo sociale solo per il fatto di avere una temperatura più alta rispetto agli altri. Ogni giorno negli aeroporti e lungo le frontiere dei paesi più a rischio (Taipei, Hong Kong, China etc.), assistiamo a controlli sempre più complicati e sofisticati, come la misurazione della temperatura del corpo tramite i raggi X, l’uso di tappetini antisettici per disinfettare le suole delle scarpe, di maschere e di occhiali protettivi, di spray disinfettanti per le macchine, etc. L’intento di Filters è quello di ricreare il senso di precarietà e di solitudine che questi nuovi sistemi di controllo suscitano nelle persone: per avere accesso al luogo dell’installazione sonora i visitatori devono sottoporsi a diversi controlli, come camminare lungo un percorso stabilito, infilarsi una maschera e un camice di carta, farsi misurare la temperatura e lasciare le proprie impronte digitali. Passati i controlli il visitatore può assistere all’installazione sonora e video creata dalla performer Wen Chin Fu. La composizione ideata dall’artista taiwanese, e suonata con uno strumento di sua invenzione, accompagna una video-proiezione realizzata da Maria Rebecca Ballestra. In questo contesto Wen Chin rappresenta una sacerdotessa (legandosi idealmente ai riti di interpretazione della Natura dell’Antica Grecia) e la musica segreta che esce dal suo strumento diventa una rivelazione del pensiero divino, presentando al pubblico uditore una visione catastrofica del futuro dell’Umanità dovuta ai cambiamenti climatici.

 

Posted on:

30 aprile 2010
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