Ablution

 

 
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Rebecca Ballestra submitted her body to a series of purifying ablutions as a sort of physical and spiritual preparation. The set of the performance consisted in 9 red bowlsthe colour red is recurrent throughout her production as the symbol of blood, the heart and life – full of fresh water on which the artist traces handwritten phrases from the poetic text she wrote while staying at Europos Parkas. First of all, along a lake shore and dressed in a long black dress, she carried out a sequence of ablutions on the face, hands, feet before completing the rite by immerging herself in the water . The photographs that were taken during the performance were then used together with the buckets and dress as part of the documentation of a single act mounted in a room dedicated to her as part of the event Mediterranean Art Meeting. The artist does not conceptualise water in its physical and natural sense but as a primary ritual element: The act of purifying oneself with lustral water is, in fact, a characteristic shared by all religions, ethical philosophies and pagan rituals. Ablution is a symbolic act of purification, a rite of initiation and passage - from one stage of life to another, from a profane to a sacred site, or from one sociocultural condition to a higher one - or, in other cases, preparation for a sacrifice. A ritual that, already in Babylonian times and Ancient Egypt was practised by nearly all religions: the daily ablutions of the Islamic religion, baptismal immersions of Christianity, and those in the Gange in Hinduism.
 

Rebecca Ballestra, come in una sorta di preparazione fisica e spirituale, sottopone il proprio corpo ad una serie di abluzioni purificatorie. Il set della performance è composto da 9 catini rossi – il rosso ricorre in tutta la sua produzione, come simbolo del sangue, del cuore e della vita – colmi di acqudolce, sui quali l’artista traccia frasi manoscritte tratte dal suo testo poetico composto durante la residenza presso l’Europos Parkas. Vestita di un lungo abito nero esegue dapprima, sulla riva di un lago, una sequenza di abluzioni che coinvolgono il viso, le mani e i piedi, e, in seguito, completa il rito immergendosi nelle acque. Le fotografie scattate durante la performance sono state poi utilizzate, insieme ai secchi e al vestito, come parte della documentazione di un’azione unica ed allestite in una sala a lei dedicata all’interno della manifestazione Mediterranean Art Meeting. L’artista concepisce l’acqua non nella sua accezione fisica e naturale, ma come elemento primario rituale: l’atto di purificarsi attraverso l’acqua lustrale è, infatti, una caratteristica comune a tutte le religioni, le filosofie etiche e i rituali pagani. L’abluzione è un atto simbolico di purificazione, un rito d’iniziazione e di passaggio - da una fase della vita ad un’altra, da un luogo profano ad uno sacro o da una condizione socio-culturale ad una superiore - o, in altri casi, di preparazione ad un sacrificio. Un rituale che, fin dai Babilonesi e dall’Antico Egitto, viene praticato da quasi tutte le religioni, dalle abluzioni quotidiane della religione islamica, alle immersioni battesimali del Cristianesimo fino a quelle nel Gange dell’induismo.

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