Destinazione Piazza: 5 curatori per 5 artisti

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L’Associazione Marco Magnani, per il suo decimo anno di attività, organizza a Sassari la manifestazione artistica «Destinazione piazza. 5 curatori x 5 artisti». Con il sostegno dell’Assessorato alle Culture del Comune di Sassari, Fondazione Banco di Sardegna e Thamus.

Periodo di esposizione: dal 17 luglio al 17 settembre 2014.

Inaugurazione: giovedì 17 luglio, ore 19 – Piazza Fiume

 

David Liver - Piazza Tola - Curatrice: Giuliana Altea

Melissa Epaminondi - Piazza Castello - Curatrice: Anne Alessandri

Catherine Radosa - Piazza Fiume - Curatore: Christophe Domino

Rebecca Ballestra - Piazza Duomo - Curatrice: Sandra Solimano

Juan Lopez - Emiciclo Garibaldi - Curatrice: Gloria Picazo

 

Nel suo decimo anno di attività l’Associazione Marco Magnani esce dallo schema del Premio, consolidato ormai in due biennali (una per giovani artisti, l’altra dedicata alla giovane critica) e propone un percorso cittadino attraverso le piazze. 5 artisti sono stati invitati da 5 critici a ideare e realizzare delle installazioni site specific per 5 piazze di Sassari durante un periodo di residenza artistica nella città. L’intenzione è, come l’anno scorso, di portare l’arte fuori dai consueti spazi ad essa destinati, non perché non si riconosca la loro utilità ma piuttosto per avvicinare il pubblico all’arte contemporanea nell’intento di rivitalizzare la città.

L’Associazione Marco Magnani si è rivolta alla rete di collaborazioni internazionali che negli anni è riuscita a costruire coinvolgendo professionalità che hanno partecipato fino ad ora soprattutto in veste di commissari, presentandoli ora come curatori. Sono: Anne Alessandri - direttrice del Frac-Corse; Giuliana Altea - docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Sassari; Christophe Domino – presidente dell’AICA di Parigi; Gloria Picazo - direttrice del Centr d’Art La Panera di Lleida, Barcellona;  Sandra Solimano, già direttrice del Museo genovese di Arte Contemporanea di Villa Croce.

La piazza è manifestazione di tutta la cultura non solo quella che si definisce alta, è lo spazio in mezzo che lascia il campo all’evento imprevedibile dell’incontro e del confronto. È l’ambito del dialogo, luogo della comunicazione e della vita sociale in tutte le sue declinazioni politiche, religiose economiche e anche di quelle realtà non riconosciute e socialmente marginali.

Sempre meno frequentata la piazza è divenuta un vuoto da attraversare che ha perduto la sua condizione di platea ceduta alla agorà virtuale del social-network, spazio connotato da forma e identità differenti che ben si adatta alle mutazioni della dimensione pubblica.

Ma la sua estensione orizzontale che si inserisce nella verticalità della città edificata è ancora oggi in grado di generare il tessuto urbano? Può ancora interpretare la sua funzione rappresentativa, come quando scendere in piazza era un gesto di   autodeterminazione?

Questa domanda ha dato spunto all’evento pensato un po’ con la nostalgia di quando ci si diceva “ci vediamo in piazza!”